Il riporto in acqua

Lo scorso anno, nel mese di gennaio, mi capitò di essere a caccia sul fiume. Una mattinata siberiana, con temperatura costantemente a meno cinque gradi e con una nebbia fitta e gelida. Portammo con noi la Lea, vecchia kurzhaar esperta nel riporto in acqua. Le anatre iniziarono presto a passarci sopra e riuscimmo a farne planare un paio. La Lea, al momento di eseguire un semplice riporto in acqua si paralizzò e si rifiutò categoricamente di fare ingresso in quell’acqua gelida.

Il cane non entrò e le anatre finirono giù per il fiume, probabilmente saranno state recuperate più a valle da altri cacciatori o da qualche pescatore. Il fatto che Lea non entrò non era a mio avviso collegabile al freddo, ma al fatto che il cane non se la sentiva di rischiare una bella nuotata alla sua età, capimmo che Lea ci diceva che ormai era vecchia per questi “lavoracci”.

Pazienza, non potevamo certo prendercela con la nostra vecchia cagnolona che tante soddisfazioni ci portò negli anni. Corsi a casa a prendere tosca, una giovane kurzhaar. Mai usata per il riporto in acqua, ma consapevole del suo amore viscerale per i corsi d’acqua, decisi di provarla. Non sbagliai. Tosca eseguì un riporto eccezionale! attraversò il fiume in largo, prese l’anatra, tornò riattraversando il fiume con l’intelligenza del cane esperto, usando la corrente per farsi portare a riva. Fu per me una grande soddisfazione e credo che anche la vecchia Lea, presente al riporto di Tosca, si sia messa il cuore in pace, pensando che finalmente è arrivata una degna sostituta che possa sostituirla…

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